Piuma è una performance che chiede silenzio. La performer entra su una piattaforma circolare, sola. Solleva un primo ramo, lungo, sottile, leggero come una piuma. Lo bilancia sulla mano. Poi un secondo, perpendicolare al primo. Poi un terzo. Piano piano, lo spazio si riempie di un disegno di linee viventi.
Non c'è musica forte. Non c'è effetto wow gridato. Solo la concentrazione della performer e la respirazione del pubblico, che si sincronizza con lei. È una performance che il pubblico non guarda: attraversa.
Funziona perfettamente come momento di pausa in un gala dinner, come segnale di chiusura emotiva di una cena di rappresentanza, come apertura quasi liturgica di un anniversario. Una calligrafia aerea che chiude il rumore e apre lo spazio.