Sfilate, lanci di collezione, beauty show, road show. Performance che amplificano il codice del brand e generano l'immagine che farà il giro dei social.
Una sfilata dura tre minuti. Una performance dura tre minuti. È lo stesso tempo: ma se le metti insieme, generi il frame che la stampa pubblicherà domani e che resterà nel brand book per anni.
Lavoriamo dentro il codice del marchio. Capiamo la collezione, il riferimento, il direttore creativo. La performance non si sovrappone alla moda: la racconta. La amplifica. Le dà un secondo livello di lettura.
Da Versace a Louis Vuitton, da Pitti Uomo alle beauty house del lusso. Performer pensati per la passerella: postura, ritmo, capacità di stare al millisecondo dentro un'inquadratura. Talenti che capiscono la moda.
Trent'anni di lavoro con direttori creativi, fashion editor, casting director ci hanno insegnato cosa funziona dentro il linguaggio della moda. Le regole non sono nostre — appartengono al mestiere.
Pensiamo prima alla fotografia editoriale che il brand vorrà pubblicare, poi alla coreografia. Ogni movimento deve essere già un'immagine: postura, ritmo, luce, posizione delle mani. Quello che vede la sala è il bonus — quello che restano sono i frame iconici.
Selezioniamo artisti che hanno il fisico, il portamento, la capacità di stare al millisecondo dentro un'inquadratura. Vengono dalla danza contemporanea, dal teatro fisico, dal modeling. Capiscono il linguaggio del brand prima di entrare in scena.
Il fashion event vive nei tre giorni successivi. Disegniamo la performance perché generi reel social, immagini editoriali, contenuti per la campagna successiva. Il valore commerciale dura mesi. Per noi non è un di più — è il senso del lavoro.
Maison luxury italiana. Lancio della collezione donna SS. Quattrocento ospiti tra stampa internazionale, buyer, ambassador, fashion editor di prima linea. Il brief del creative director era chiaro: "Voglio un'immagine che venga pubblicata senza pensarci."
Abbiamo costruito un'apertura coreografica di tre minuti: cinque performer in tessuti color carne entravano dalla quinta lentamente, accompagnati da una colonna sonora composta su misura, sotto luce zenitale. Quando l'ultima modella ha varcato la passerella, l'apertura era già finita. Nessuno se ne è quasi accorto. Tutti l'hanno ricordata.
L'immagine è uscita su Vogue, Harper's Bazaar e nei nostri report annuali. Per due stagioni consecutive ci hanno richiamato. Ancora oggi è la nostra prima telefonata.
Format costruiti con direttori creativi, fashion editor, brand manager.
La promessa della collezione.
Performance d'apertura che introduce il tema. Tre minuti che decidono il tono dell'intera presentazione.
Quando il modello incontra il performer.
Vogue Talents, danza, performer integrati nel défilé. Momenti scenici che danno profondità narrativa al défilé.
Profumo, gesto, immagine.
Performance per lanci di fragranze, cosmetica, skincare. Scenografie tematiche sintonizzate con il prodotto.
Lo stesso brand in dieci città.
Format replicabili in tour multi-città. Regia centralizzata, performer locali, identità intatta.
Il negozio che diventa palcoscenico.
Performance per opening di flagship, pop-up store, attivazioni urbane. Generano coda, social, stampa.
La sera dopo la sfilata.
DJ set, LED Hoops, Pixel LED Dance. Quando la fashion week si trasforma in nightlife.
Mood, riferimenti, palette. La performance nasce dentro il codice creativo della collezione, non sopra.
Pensiamo prima all'inquadratura fotografica. Ogni gesto deve essere già un'immagine pubblicabile.
Costumi, capelli, makeup in dialogo con il team del brand. Total look coerente, sempre.
Performance + immagini editoriali + reel social. Te ne vai con l'evento, e con il content per le campagne dei prossimi mesi.
Le immagini delle performance sono ancora oggi nel nostro brand book. Le abbiamo usate per due campagne. Mi hanno dato molto più di quello che chiedevamo.
Frame da fashion event realizzati per le maison del lusso. Tutti pubblicati. Tutti diventati immagini dei brand book.
Apertura di sfilata, beauty show con scenografie tematiche, road show in più città, attivazioni globali multi-mercato con asset video editoriali: ogni format ha un linguaggio scenico dedicato. Disegniamo la performance sul tono della collezione. Scrivici per una proposta personalizzata.
Il dialogo con il creative director e il fashion editor è il punto di partenza. Studiamo mood board, palette, riferimenti culturali. Le proposte vivono dentro il codice della collezione, mai sopra. Per i brand più consolidati lavoriamo con i loro design team da anni.
Sì, regolarmente. Forniamo tech sheet, marker per le inquadrature, brief costumi, riferimenti luce, schede performer. Siamo abituati a lavorare in team multi-disciplinari del fashion — non insegniamo il mestiere, lo conosciamo.
Sì. Per lanci di profumi, cosmetica, skincare selezioniamo performer di danza contemporanea, danza aerea sensuale, contortion artistico. Hanno il fisico, il portamento, la capacità di stare al millisecondo dentro un'inquadratura. Capiscono la moda prima di entrare in scena.
Sì, è un format ricorrente. Costruiamo il "core" creativo in una capitale (Milano, Parigi), poi lo replicchiamo in 5-10 città con performer locali e regia centralizzata. Identità coerente, asset video unificati per la campagna globale, costi ottimizzati.
È parte fondamentale del valore. Disegnamo lo show per generare frame iconici: immagini per cover editoriali, reel social, contenuti per la campagna successiva. Per i lavori più importanti consegniamo anche fotografi e video team dedicati. Gli asset durano stagioni.
Trent'anni di rapporti continuativi con Versace, Louis Vuitton, Monnalisa, Luxottica, Pitti Immagine Uomo, Condé Nast, L'Oréal. Conosciamo le settimane della moda, i tempi delle riviste, i rapporti con la stampa internazionale. Parliamo la lingua del settore.
Raccontaci la collezione, il tema, il pubblico, la data. Disegniamo la performance che diventerà l'immagine del brand per la prossima stagione.